CD117 (noto anche come c-kit o KIT) è una proteina presente sulla superficie di alcune cellule normali e anormali. Agisce come un'antenna, ricevendo segnali dall'ambiente circostante che indicano alla cellula di crescere, dividersi e sopravvivere. In patologia, CD117 viene utilizzato come un immunoistochimica (IHC) marcatore, ovvero rilevato nei campioni di tessuto mediante una speciale colorazione di laboratorio. patologi utilizzare CD117 per aiutare a identificare tipi specifici di tumore, soprattutto tumori stromali gastrointestinali (GIST). In alcuni tumori, si verifica un cambiamento permanente nel gene che produce CD117 — chiamato mutazione — mantiene la proteina attiva come un interruttore della luce bloccato in posizione "acceso". Questo favorisce una crescita cellulare incontrollata ed è direttamente rilevante per le decisioni terapeutiche.
Perché i patologi testano per CD117?
Il test CD117 viene eseguito per due scopi principali:
- Per confermare la diagnosi di tumori specifici. La proteina CD117 è fortemente presente in alcuni tipi di tumore, in particolare nei GIST e nei tumori che originano dai mastociti (un tipo di cellula immunitaria coinvolta nelle reazioni allergiche). L'identificazione della CD117 in un tumore aiuta l'anatomopatologo a confermare il tipo di cancro.
- Per identificare i candidati idonei alla terapia mirata. Nei GIST, la maggior parte dei tumori presenta un'alterazione genetica permanente (mutazione) nel gene KIT, il gene che produce la proteina CD117, che mantiene quest'ultima costantemente attiva. Un risultato positivo per la CD117, combinato con i test genetici, aiuta a identificare i pazienti che potrebbero beneficiare di farmaci specificamente progettati per bloccare questo segnale anomalo, come l'imatinib (Gleevec).
Quali tumori sono comunemente positivi al CD117?
La proteina CD117 è particolarmente importante nei seguenti contesti:
- Tumore stromale gastrointestinale (GIST) — il contesto più importante per il test CD117. La grande maggioranza dei GIST è fortemente positiva al CD117. La maggior parte presenta una mutazione – un cambiamento permanente nel DNA – nel gene KIT che mantiene il CD117 attivo, alimentando la crescita tumorale. Questo riscontro è fondamentale sia per confermare la diagnosi che per pianificare il trattamento.
- Tumori a cellule mastocitarie e mastocitosi — i mastociti normalmente portano CD117 sulla loro superficie. Tumori derivanti dai mastociti, tra cui una condizione chiamata mastocitosi sistemica — in cui si accumula un numero eccessivo di mastociti nel midollo osseo e in altri organi — risultano costantemente positivi al CD117. Molti casi presentano una specifica mutazione genetica, D816V, che mantiene il CD117 permanentemente attivo ed è associata alla resistenza alle dosi standard di imatinib.
- Leucemia mieloide acuta (LMA) — un tumore del sangue e del midollo osseo. Il CD117 si trova sui precursori immaturi delle cellule del sangue chiamati blasti, cellule anomale che non si sono sviluppate correttamente e si accumulano nel midollo osseo. La sua presenza aiuta a identificare queste cellule e a classificare la leucemia.
- Tumori a cellule germinali — tumori che originano dalle cellule riproduttive. I seminomi (che si sviluppano nel testicolo) e i disgerminomi (che si sviluppano nell'ovaio) sono in genere CD117-positivi, il che può aiutare a confermare l'origine del tumore.
- Melanoma e altri tumori — Il CD117 può essere presente nel melanoma (un tipo di tumore della pelle che origina dalle cellule produttrici di pigmento) e in diversi altri tipi di tumore, sebbene in questi contesti sia meno specifico e debba sempre essere interpretato insieme ai risultati di altri test.
Come viene testato il CD117?
I patologi rilevano CD117 utilizzando immunoistochimica. Una sottile fetta di tessuto tumorale viene posta su un vetrino e trattata con un anticorpo, una proteina progettata per legarsi specificamente al CD117. Dove è presente il CD117, l'anticorpo innesca un cambiamento di colore (tipicamente marrone) visibile al microscopio. Il colore appare più spesso nel citoplasma — il corpo principale della cellula, che circonda il nucleo — e talvolta anche sulla superficie esterna della cellula.
Modalità di comunicazione dei risultati
I risultati del test CD117 vengono riportati come positivi o negativi, spesso con una descrizione dell'intensità della colorazione cellulare e della percentuale di cellule interessate:
- Positivo (reattivo) — La proteina CD117 viene rilevata nelle cellule tumorali. In un tumore del tratto digerente in fase di valutazione per GIST, un risultato fortemente positivo per CD117 rappresenta una solida prova a supporto di questa diagnosi e solitamente porta a ulteriori test genetici per identificare la mutazione specifica e guidare il trattamento.
- Negativo (non reattivo) — La proteina CD117 non viene rilevata. Un risultato negativo in caso di sospetto GIST non esclude completamente la diagnosi. Un piccolo numero di GIST non esprime CD117, in particolare quelli causati da una mutazione in un gene correlato, PDGFRA, che svolge un ruolo simile a KIT nella regolazione della crescita cellulare. In questi casi, può essere testato un altro marcatore chiamato DOG1, una proteina anch'essa caratteristica dei GIST, per contribuire a confermare la diagnosi.
Che significato ha un risultato CD117 ai fini del trattamento?
Nei GIST, un risultato positivo per CD117 è strettamente correlato alle decisioni terapeutiche. La maggior parte dei GIST CD117-positivi presenta una mutazione del gene KIT che rende il tumore sensibile all'imatinib (Gleevec), una terapia mirata che blocca il segnale anomalo che guida la crescita tumorale. La posizione specifica della mutazione all'interno del gene KIT, localizzata in una particolare sezione chiamata esone, aiuta a prevedere l'efficacia dell'imatinib e se è necessario un dosaggio standard o più elevato. I GIST causati da mutazioni del gene PDGFRA, anziché da mutazioni del gene KIT, possono comportarsi in modo diverso e richiedere trattamenti differenti.
Se il referto menziona CD117 nel contesto di un GIST, l'oncologo in genere richiederà un test genetico per identificare la mutazione specifica e selezionare il trattamento più appropriato.
Domande da porre al medico
- Il mio tumore presentava la proteina CD117 positiva? Cosa significa questo per la mia diagnosi?
- Sono stati effettuati test genetici per identificare una mutazione del gene KIT o PDGFRA?
- Sono un candidato per l'imatinib o per un'altra terapia mirata?
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