DIF: Definizione



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DIF è l'acronimo di immunofluorescenza diretta . Si tratta di un test di laboratorio utilizzato dagli anatomopatologi per individuare proteine ​​specifiche in un campione di tessuto. A differenza della maggior parte dei campioni di tessuto, che vengono esaminati in luce normale, i campioni per la DIF vengono esaminati in luce fluorescente, che fa brillare le proteine ​​di interesse, permettendo all'anatomologo di individuarne con precisione la posizione. La DIF viene eseguita più comunemente su biopsie cutanee e renali . La DIF è un test che contribuisce alla diagnosi, ma non costituisce una diagnosi di per sé. Questo articolo spiega come funziona la DIF, perché viene eseguita e cosa possono rivelare i suoi risultati.


Come funziona l'immunofluorescenza diretta (DIF)?

La DIF utilizza anticorpi speciali marcati con un colorante fluorescente. Quando questi anticorpi marcati vengono applicati a un campione di tessuto, si legano alla proteina specifica che sono stati progettati per individuare, se presente. Al microscopio a fluorescenza, il colorante emette una luce, spesso di un verde brillante, mostrando al patologo esattamente dove si trova la proteina e con quale distribuzione. Il termine "diretta" significa che l'anticorpo fluorescente viene applicato direttamente al campione di tessuto del paziente. Questo metodo si differenzia dall'immunohistochimica , un altro test proteico che viene letto in luce normale anziché in luce fluorescente.

Perché viene eseguita la DIF?

L'immunofluorescenza diretta (DIF) è particolarmente utile per diagnosticare patologie in cui il sistema immunitario deposita proteine, come gli anticorpi, in un tessuto. La localizzazione e la distribuzione di questi depositi aiutano a distinguere una patologia dall'altra. La DIF viene utilizzata principalmente in due ambiti:

  • Biopsie cutanee — La DIF aiuta a diagnosticare malattie autoimmuni vescicolari come pemfigo and pemfigoidee malattie del tessuto connettivo come lupus eritematoso cutaneoQueste condizioni possono apparire simili in condizioni di luce normale, e il modello di depositi proteici osservato con la microscopia elettronica a scansione differenziale (DIF) aiuta a distinguerle.
  • Biopsie renali — La DIF aiuta a diagnosticare le malattie delle unità filtranti del rene (i glomeruli), come ad esempio Nefropatia da IgA and glomerulonefrite membranosaIl tipo di proteina depositata e il suo schema aiutano a classificare la specifica malattia renale.

Che tipo di campione è necessario per la DIF?

L'immunofluorescenza diretta (DIF) richiede solitamente tessuto fresco non conservato con il conservante standard (formalina) utilizzato per la maggior parte delle biopsie. Questo perché la formalina può distruggere le proteine ​​che la DIF è progettata per rilevare. Per questo motivo, il tessuto per la DIF viene spesso congelato o immerso in una soluzione di trasporto speciale. In alcuni casi, ciò significa che viene prelevato un campione di tessuto separato, oppure che la biopsia viene gestita in modo diverso, in modo da poter eseguire sia l'esame di routine che la DIF. Se è stata eseguita una biopsia aggiuntiva o sono state fornite istruzioni particolari, questo potrebbe essere il motivo.

Come vengono riportati i risultati del DIF?

Un referto DIF (immunofluorescenza diretta) di solito elenca le proteine ​​rilevate e descrive il pattern e la localizzazione dei depositi. Le proteine ​​più frequentemente analizzate sono le immunoglobuline (anticorpi come IgG, IgA e IgM), un gruppo di proteine ​​del sistema immunitario chiamate complemento (ad esempio, C3) e il fibrinogeno. Il pattern viene spesso descritto come lineare (una linea continua e uniforme) o granulare (punti o agglomerati sparsi), e la localizzazione indica al patologo quale parte del tessuto è interessata. L'insieme delle proteine ​​presenti, del loro pattern e della loro localizzazione contribuisce a formulare una diagnosi specifica. Un risultato può anche essere riportato come negativo, il che significa che nessuna delle proteine ​​analizzate è stata rilevata con un pattern anomalo.

Domande da porre al medico

  • Perché è stata richiesta l'immunofluorescenza diretta (DIF) sulla mia biopsia?
  • Quale condizione viene ricercata tramite il test DIF?
  • Quali proteine ​​sono state individuate e con quale schema?
  • Il risultato dell'esame immunoistochimico differenziale (DIF) ha confermato la diagnosi o sono necessari ulteriori accertamenti?
  • Per questo esame era necessaria una biopsia separata o con procedura speciale, e perché?
  • In che modo i risultati dell'immunofluorescenza diretta (DIF) si integrano con il resto del referto istologico?
  • Quali saranno i prossimi passi in base a questi risultati?

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