Cellule infiammatorie: definizione



Cellule infiammatorie sono tipi specializzati di globuli bianchi che migrano nei tessuti in risposta a cambiamenti, come lesioni, infezioni o tumori. Il loro compito è proteggerti combattendo i germi, rimuovendo i tessuti danneggiati e favorendo il processo di guarigione. Quando un patologo esamina un campione di tessuto al microscopio, possono descrivere la presenza di cellule infiammatorie nel tuo referto patologico.

Quali tipi di cellule infiammatorie esistono?

Esistono diversi tipi principali di cellule infiammatorie, ciascuna con un ruolo diverso nel sistema immunitario:

  • Neutrofili sono solitamente le prime cellule ad arrivare al sito dell'infezione o della lesione. Sono particolarmente importanti per combattere i batteri.

  • linfociti aiutano a controllare la risposta immunitaria. I linfociti B producono anticorpi, mentre i linfociti T possono attaccare direttamente le cellule infette o anomale.

  • Plasmacellule sono un tipo di linfociti B che producono grandi quantità di anticorpi.

  • I macrofagi iniziano come monociti nel sangue e poi si spostano nei tessuti, dove “ripuliscono” detriti, cellule morte e germi.

  • Gli eosinofili sono coinvolti nelle reazioni allergiche e svolgono un ruolo nella difesa contro i parassiti.

  • Mastociti rilasciano sostanze chimiche come l'istamina che causano gonfiore e attraggono altre cellule infiammatorie.

Qual è la differenza tra cellule infiammatorie acute e croniche?

I patologi spesso descrivono l'infiammazione come acuta o cronica, a seconda del tipo di cellule osservate e della durata del processo.

  • Infiammazione acuta L'infiammazione acuta si manifesta rapidamente, di solito entro poche ore o giorni. È spesso causata da un trauma o un'infezione improvvisa. Le cellule principali dell'infiammazione acuta sono i neutrofili. Queste cellule sono difensori ad azione rapida che arrivano per prime ad attaccare i batteri e a ripulire i tessuti morti. Al microscopio, l'infiammazione acuta appare come un denso ammasso di neutrofili, spesso accompagnato da formazione di pus.

  • Infiammazione cronica Si sviluppa più lentamente e può durare settimane, mesi o persino anni. Si verifica spesso quando l'organismo è alle prese con infezioni croniche, malattie autoimmuni o irritazioni persistenti. Le cellule principali dell'infiammazione cronica sono i linfociti, le plasmacellule e i macrofagi. Queste cellule coordinano una risposta immunitaria a lungo termine, producono anticorpi e riparano o rimodellano i tessuti danneggiati. Al microscopio, l'infiammazione cronica mostra un mix di queste cellule e può causare cicatrici (fibrosi).

Capire se l'infiammazione è acuta o cronica aiuta il medico a capire se il corpo sta rispondendo a un problema a breve termine o a una condizione di lunga durata.

Perché nel referto dell'esame istologico potrebbero essere presenti cellule infiammatorie?

Le cellule infiammatorie sono spesso descritte nei referti istologici perché possono fornire indizi importanti sulla patologia sottostante. Ad esempio:

  • Infezione: I neutrofili sono spesso presenti in quantità maggiore nelle infezioni batteriche, mentre i linfociti sono più comuni nelle infezioni virali.

  • Malattia autoimmune: Le cellule infiammatorie possono attaccare i tessuti dell'organismo, come nel caso del lupus o dell'artrite reumatoide.

  • Reazioni allergiche: Gli eosinofili e i mastociti sono spesso presenti in patologie quali l'asma o la dermatite allergica.

  • Cancro: A volte le cellule infiammatorie si raccolgono attorno ai tumori, come parte della difesa dell'organismo o come reazione al cancro.

Domande da porre al medico

  • Che tipo di cellule infiammatorie sono state trovate nel mio campione?

  • Ciò significa che ho un'infezione, una malattia autoimmune o un'altra patologia?

  • Le cellule infiammatorie fanno parte di un processo a breve termine (acuto) o a lungo termine (cronico)?

  • Ho bisogno di ulteriori test per scoprire perché sono presenti queste cellule?

  • In che modo queste informazioni influenzeranno il mio trattamento o le mie cure successive?

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